I sapori e i profumi dei laghi
Il Piemonte è costellato di laghi. Principale protagonista è ovviamente il Lago Maggiore che offre natura, parchi, montagne, giardini, isole, fiori. Laghi grandi e piccoli si trovano però sull’intero territorio regionale, molte opportunità dunque di addentrarsi nelle dolci e serene atmosfere lacustri per assaporare un tempo quasi perduto.
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Musei all’aria aperta
A Maglione, Ivrea, Torino, Piscina, Oulx l’arte contemporanea è di casa. Edifici, spazi urbani, aree verdi sono stati trasformati in veri e propri musei open air grazie alle opere e alle sperimentazioni di pittori e scultori che rappresentano le tendenze artistiche più significative del Piemonte del Novecento.
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Diademi e gioielli reali
I lavori d’arte orafa realizzati per la Corte Sabauda tornano nelle stanze della Reggia di Venaria. L’esposizione presenta, fino al 10 gennaio 2010, gioielli creati tra la fine del Seicento e l’inizio del Novecento, compresi alcuni pezzi realizzati per la regina Margherita e la principessa Maria José.
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Manga Impact
Il mondo dell’animazione giapponese approda a Torino. Una mostra al Museo del Cinema e una retrospettiva al Cinema Massimo immergono il pubblico nell’affascinante universo visivo creato dai disegnatori nipponici e divenuto ormai parte significativa dell’immaginario collettivo.
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49ª Mostra della Ceramica di Castellamonte
Dal 4 settembre Castellamonte diventa la capitale delle ceramiche. Oltre 200 artisti, più di mille opere esposte, percorsi tematici in tutto il canavesano e numerosi eventi collaterali in calendario: un imperdibile appuntamento con la moderna creatività, giocato sull’arte e la passione per l’artigianato.
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Personaggi
Roberto Capucci
“Torino è una città aristocratica, non cialtrona. Voi torinesi vi salvate perché avete poco turismo e questo è una fortuna. A Torino persiste ancora una classe che altrove non esiste più. Penso a una donna come Rita Levi Montalcini, per la quale ho realizzato oltre 50 abiti”.
Daniel Birnbaum
“L’opera d’arte più ben riuscita a Torino? Ma è ovvio, è la Mole Antonelliana. Perché le opere riuscite sono quelle che hanno un significato talmente positivo che la popolazione le assorbe come simboli della propria cultura. Sono le opere che, se dovessero mancare, lascerebbero un vuoto”.
Enrico Rava
“Torino è bella. Quando ero ragazzo era grigia, fredda e triste. Me ne andai via con sollievo, mi sentivo in gabbia. Poi l’ho riscoperta con grande piacere. Per un attimo avevo pensato di tornarci…”.
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